Chiusa in sé stessa: l’Europa della riforma su asilo e migrazioni

23 Settembre 2020

Riforma su asilo e migrazioni: Lesbo, campo di MoriaRiforma su asilo e migrazioni: prevale la linea degli Stati che hanno chiuso i confini ai migranti in fuga da guerre e persecuzioni

Il testo della riforma del sistema di asilo presentato oggi dalla Commissione europea, resta lontano da una vera visione comunitaria nella gestione del fenomeno migratorio che parta da una condivisione di responsabilità e della tutela dei diritti fondamentali dei migranti.

Ad esempio sul tema dei ricollocamenti dei migranti dagli Stati di primo arrivo, come l’Italia, l’adesione degli altri Paesi membri resta su base volontaria, trattandosi di un progetto di riforma che definisce un indirizzo generale.

Da anni aspettiamo che una riforma europea del sistema di asilo, in linea con il diritto internazionale, porti sicurezza e protezione a chi fugge in Europa. Ancora una volta, però, il tentativo di intesa fra gli Stati membri si traduce in una visione di corto respiro, con la vittoria della linea dura di quei Paesi che hanno come unico obiettivo la riduzione del numero di persone a cui concedere protezione e una vita dignitosa in Europa.

Presentata una denuncia alla Commissione europea per le violazioni dei diritti umani dei migranti perpetrate dalla Grecia

Un cambio di rotta sulla riforma su asilo e migrazioni che continua a non arrivare nonostante il palese fallimento delle politiche migratorie europee degli ultimi anni, che ha trovato l’ennesima conferma con la tragedia che si sta tuttora consumando a Lesbo, dopo l’incendio che ha completamente distrutto il campo di “Moria” due settimane fa.

“L’approccio “hotspot” messo in campo dall’Unione europea nel 2015 dovrebbe essere abolito, non ampliato o riformato. Così si corre ancora il rischio di assistere alla vergogna che si è consumata in Grecia negli ultimi anni sulla pelle di migliaia di innocenti – commenta Paolo Pezzati, policy advisor per la crisi migratoria di Oxfam Italia – Invece di offrire una procedura di asilo equa e tempestiva, le procedure accelerate hanno infatti provocato sofferenze inimmaginabili a decine di migliaia di uomini, donne e bambini. Migranti già vulnerabili si sono ritrovati costretti a sopravvivere in condizioni disumane in campi sovraffollati, senza che fossero rispettati i loro più basilari diritti fondamentali, vittime di detenzioni arbitrarie, senza servizi di base o assistenza sanitaria. Un dramma che non ha risparmiato nemmeno donne incinta o  minori non accompagnati. La Grecia ha infranto le normative europee, violando i diritti umani dei migranti, ma l’Europa ha chiuso gli occhi. Per questo ieri abbiamo presentato assieme a We Move Europe, una denuncia alla Commissione perché venga aperta una procedura di infrazione nei confronti del Governo greco”.

Riforma su asilo e migrazioni: un gommone a largo di LesboInvariato l’approccio del Trattato di Dublino: ancora incerta condivisione di responsabilità sui collocamenti

Sulla proposta di ricollocare le persone in cerca di asilo da Paesi come Italia, Grecia e Spagna verso gli altri Paesi europei, inoltre –  avverte Oxfam – tutti i Paesi europei dovrebbero mostrare spirito di solidarietà e condivisione di responsabilità, con l’obiettivo di garantire la protezione e sicurezza dei richiedenti asilo.

“La geografia non dovrebbe decidere dove va a finire la maggior parte delle persone in cerca di asilo. Per questo sarebbe necessario arrivare ad un reale superamento del Trattato di Dublino. La solidarietà tra stati membri infatti si sarebbe dovuta concentrare sulla condivisione di responsabilità per proteggere coloro che chiedono asilo, trovando strumenti vincolanti, piuttosto che suddividere il peso dei rimpatri forzati”, commenta Pezzati.

L’uso preoccupante dei fondi di cooperazione, utilizzati per fermare i migranti

È preoccupante, inoltre, che l’Unione europea continui a invocare l’uso delle già scarse risorse dell’aiuto allo sviluppo per frenare le migrazioni.

Parliamo di risorse indispensabili e preziosissime che non dovrebbero più essere investite in addestramento e supporto a forze dell’ordine e polizia di frontiera che spesso non fanno che accrescere la dimensione di pericolo per migranti e popolazione locale.

Senza il riconoscimento del valore delle migrazioni, nessuna vera integrazione è possibile

La pandemia ci ha mostrato il valore del lavoro che i migranti svolgono nelle nostre società: molti di loro sono stati essenziali proprio nella lotta al coronavirus.

La ripresa dell’Europa non potrà che avvenire attraverso il riconoscimento del ruolo che i migranti hanno svolto in questi duri mesi, rendendoli pienamente partecipi delle nostre economie. Il successo della riforma su asilo e migrazioni è tutta nelle mani dei governi dei paesi membri.